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Come si possono adattare i sensori di frequentazione ai vincoli dei parchi naturali protetti?

Aggiornamento: 4 mar

Parchi nazionali, parchi naturali regionali, riserve naturali, aree marine protette, rete Natura 2000, o decreti di protezione dei biotopi: sono numerose le denominazioni dei parchi naturali. In totale, coprono il 10,5% della superficie terrestre italiana (1). La differenza tra tutte queste denominazioni sta nello status di ciascuna categoria e quindi nella legislazione che le regola.

Ad esempio, la legislazione che si applica ai parchi nazionali è una delle più severe. Ciononostante, queste aree sono visitate ogni anno dai più entusiasti amanti della natura: nel 2020 sono state registrate in media 13 milioni di visite (2). Si trovano quindi ad affrontare gli stessi problemi di gestione dei flussi di altri luoghi che accolgono il pubblico. Ciò è tanto più vero in quanto le visite non controllate possono avere conseguenze dannose sulle aree naturali. È quindi necessario contare con precisione i visitatori per ottimizzare il flusso di turisti in questi siti naturali.

Con quali sensori di frequentazione? Sono adeguati ai vincoli ambientali e legislativi? Facciamo il punto!



Parchi naturali: quali sono i vincoli per i sensori di frequentazione?


Per rientrare in una politica di sviluppo sostenibile, la legislazione regola l'installazione di sensori di passaggio nei siti naturali. Da un lato, è necessario garantire che il dispositivo e la sua installazione non danneggino il sito naturale e il suo ecosistema. D'altro canto, è importante installare materiale resistente alle condizioni climatiche, che in queste aree sono generalmente più estreme.


parcheggio in un sito naturale

Esistono normative specifiche per ogni tipo di parco naturale, ma i vincoli legislativi più stringenti per l'installazione di sensori di frequentazione sono i seguenti:

  • lavori di cablaggio non autorizzati con il rischio di trasgredire il divieto di artificializzazione del terreno

  • i dispositivi devono rispettare la fauna e la flora circostanti e quindi essere discreti, integrandosi il più possibile con l'ambiente circostante

  • Le richieste di autorizzazione devono essere presentate alle autorità competenti prima di qualsiasi installazione.


Le aree naturali protette, come le aree esterne, sono spesso soggette a condizioni climatiche estreme:

  • in estate, le temperature possono superare i 45°C per i dispositivi più esposti al sole

  • Nelle tempeste, le raffiche di vento possono superare i 200 km/h.

  • L'umidità, molto presente nel cuore dei parchi nazionali, può essere molto limitante anche per i dispositivi elettronici,

  • Infine, prima di prendere in considerazione l'installazione, è necessario tenere conto del rischio di danni ai dispositivi da parte di animali e persone.

I sensori per misurare la frequentazione più adatti per i parchi naturali


Esiste una moltitudine di sistemi di conteggio delle persone, ma pochi di essi possono essere adattati alle normative e alle condizioni climatiche dei parchi naturali.

In Affluences, abbiamo individuato rapidamente i problemi di gestione dei flussi dei siti naturali e siamo stati in grado di proporre sensori che si adattano al meglio ai vincoli legati ai siti naturali.

Forniamo diversi tipi di sensori per misurare la frequentazione per i siti naturali:

  • Sensori AI (intelligenza artificiale) impermeabili grazie all'involucro protettivo, resistenti alle alte temperature e fissati in altezza. Possono quindi essere installati in aree umide e/o calde e non rischiano di essere danneggiati da animali o pedoni. Il suo sistema di sospensione lo rende molto resistente, anche a raffiche di vento eccezionali. L'unico inconveniente è che richiede un'alimentazione continua, cosa che non sempre avviene nelle aree naturali. Quando ci sono punti di accesso elettrici, è la soluzione ideale, come sul Mont Ventoux, dove sono stati installati i contatori IA Affluences per misurare il tasso di occupazione dei parcheggi ed evitare gli ingorghi (articolo in francese).


  • Sensori termici piccoli e discreti. Questi piccoli dispositivi sono anche impermeabili e resistenti alle alte temperature e sono facili da installare. Il vantaggio è che non necessitano di alimentazione elettrica perché sono autosufficienti dal punto di vista energetico. Lo svantaggio è che sono facilmente accessibili agli animali e ai visitatori.


Ora che sapete che esistono sensori adatti alle vostre esigenze, non aspettate di raggiungere un livello di sovraffollamento dei vostri siti naturali per affrontare il problema:




Fonti:

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